Le previsioni del meteo non sono un granché. Che si fa? Senza pensarci troppo, si parte. Oggi siamo un gruppetto di baldi giovani avventurieri, e anche di diversamente giovani, ma tutti con una gran voglia di uscire di casa e goderci questa meritata domenica. Una giornata cosmopolita, con noi ci sono Hernan dal Perù e Marcelo dal Cile, insomma, un gruppo senza confini.

Dilemma, ciaspole o ramponcini? Fortunatamente, la neve battuta e compatta ci ha permesso, almeno in salita, di non usare nulla di tutto ciò. È stato bello vedere lo stupore di tutti nel scoprire le abitazioni dei Walser e ascoltare la storia di questo popolo pioniere che ha colonizzato queste valli nel Medioevo, lasciandoci un patrimonio che è alla base della cultura e delle tradizioni di questi luoghi.

Lungo l’Antica Via dell’Arbola, abbiamo potuto ammirare i bellissimi lariceti ricoperti di morbidi licheni e le ben visibili rocce metamorfiche, plasmate dallo scontro avvenuto a pochi chilometri da qui tra la placca africana e quella europea. Abbiamo poi raggiunto il bellissimo villaggio di Crampiolo, con le sue antiche baite e le sue graziose locande. Oggi, forse a causa del meteo incerto, c’era pochissima gente in giro, e questo dava un senso di serenità assoluta. La vista su Crampiolo, con i suoi tetti innevati, è sempre una bellissima cartolina.

Ma non ci siamo fermati qui. Con una bella salita, abbiamo raggiunto la grande diga di Codelago, costruita a valle di un lago preesistente e che oggi contiene l’invaso più grande dell’Alto Piemonte. La vista sul lago ghiacciato è stata incredibile. Il caldo delle ultime settimane ha assottigliato lo spessore del ghiaccio, e i bordi del lago si sono spezzati, regalandoci quell’immagine severa che a volte la montagna deve ricordare ai suoi visitatori.

La benzina sta finendo e la fame si fa sentire sempre più forte, ma il vento non ci permette di mangiare qui alla diga. Così, scendiamo verso Crampiolo e ci sediamo sui gradini di una vecchia baita, riparati dal vento. Il meritato pranzo è sempre un momento di condivisione, ed è bello sentire le impressioni su questa esperienza da persone diverse. Oggi il gruppo è ben assortito: il mitico Furio, il Pirata con la battuta sempre pronta, ha fatto sorridere tutti; Hernan e Marcelo, che hanno ricevuto il titolo ufficiale di Inti Illimani, ci hanno fatto una traduzione latina di tutta la giornata; Manuela incarnava la grande fuga dalla città; Elisa, dopo tanto tempo a rincorrerci, è riuscita a unirsi a noi in questo giorno speciale; e la mia Silvietta, che sta sempre più diventando un’assistente indispensabile, soprattutto perché comincio ad avere una certa età e un aiutino non guasta.

E poi ci sono io, che oggi sono stato nominato ufficialmente “Lo Zingaro”. Chissà poi perché, boh! Finite le cibarie e bevuto un ottimo caffè caldo, fatto rigorosam

ente con la moka, ci siamo regalati anche un ottimo Bombardino, che ci ha riscaldato il cuore e ha risvegliato ulteriormente la simpatia del gruppo, che è proseguita a scivoloni sul sedere nella neve.

La visitina veloce al Laghetto delle Streghe, oggi per metà ghiacciato e circondato dalle rive imbiancate, è stata particolarmente suggestiva. Ma poi, vuoi venire qui e non gustare l’ottimo yogurt e i formaggi saporiti dell’Azienda Agricola Albrun? Marzia e Gianni, con i loro prodotti sublimi e soprattutto con la loro simpatia e gentilezza, rendono sempre piacevole la visita dei gruppi che porto qui al Devero. Grazie davvero, ragazzi!

Ma è giunto il momento di scendere verso l’immensa Piana di Devero. Oggi eravamo carichi e abbiamo fatto il giro completo, fino a raggiungere le bellissime baite del piccolo borgo di Pedemonte. Intanto, la neve ha iniziato a scendere, dando un ultimo tocco di magia a questa incredibile giornata.

Fare la guida, per me, significa principalmente suscitare emozioni e sorrisi, e oggi, sui volti dei miei nuovi amici, ho visto quei sorrisi sinceri che riempiono il cuore di gioia e di soddisfazione. Quindi, oggi me lo dico da solo: “E bravo, lo Zingaro!”

Grazie a tutti, ragazzi, e arrivederci presto.
Gilby

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